Neymar il rubacuori ci ricasca: ora è la volta di Natalia Barulich

Il fenomeno brasiliano ha “rubato” la fidanzata a Maluma

Neymar Jr

Il triangolo amoroso Neymar-Barulich-Maluma

Abituati come siamo a discutere con voi di triangoli nel calcio, questa volta dovremo superarci parlandovi invece di triangoli amorosi. In particolare focalizzeremo la nostra attenzione sulla figura geometrica ai cui vertici sono disposti Neymar, Barulich e Maluma. Se certamente conoscete vita, morte e miracoli del fenomeno del PSG, magari avete delle comprensibilissime lacune per quanto riguarda gli altri due protagonisti della vicenda che stiamo per raccontarvi; fosse questo il caso, non preoccupatevi, ci siamo qua noi ad aiutarvi a fare chiarezza. Maluma, pseudonimo del 26enne Juan Luis Londoño Arias, è un famoso rapper e personaggio televisivo colombiano che è stato fidanzato per due anni con la modella 28enne cubano-croata Natalia Barulich. I due si sono conosciuti nel 2017 durante il video di “Felices Los 4″ e da lì è stato amore a prima vista. L’ufficializzazione della loro unione ha avuto luogo nel gennaio 2018 dopo che i piccioncini sono stati avvistati in vacanza in Italia. Che bella storia verrebbe da dire, soprattutto perché Natalia e Maluma erano soliti fare tutto insieme, come frequentare i red carpet e postare sui social i migliori attimi di vita vissuta. E invece qualcosa è andato storto: il rubacuori Neymar, un fuoriclasse in campo e un asso quando si tratta di conquistare i cuori delle più belle ragazze altrui, ha posato gli occhi su Natalia e ha deciso che sarebbe dovuta diventare sua. Dopo un flirt di alcuni mesi, O Ney è riuscito nel suo intento, come testimoniala foto da lei postata che la ritraeva insieme all’attaccante pronta a festeggiareil 28° compleanno della stella parigina,e Maluma ha deciso così di lasciare la ragazza di cui si era perdutamente innamorato. Se questa fiaba, dal finale triste per il colombiano e gioioso per il brasiliano, sembra giungere al termine, in realtà ci sono almeno un paio di fatti di cui dobbiamo ancora parlarvi.

Lo sfottò di Neymar e la reazione di Maluma

bandiera brasiliana

La storia tra Neymar e la ex di Maluma, Natalia Barulich, continua a riempire di inchiostro le principali pagine social di questi ultimi mesi. Perché mai, vi starete chiedendo? Perché Neymar, dopo aver raggiunto con il PSG la finale di Champions League battendo il Lipsia, per festeggiare lo storico traguardo ha preso in giro l’artista colombiano intonando con i compagni “Hawai”, canzone che il DJ aveva dedicato proprio all’ex Natalia. Oltre al danno la beffa, verrebbe da dire! Questa chiara provocazione ha spinto il rapper Maluma, al fine di evitare ulteriori polemiche, a chiudere il suo account Instagram per alcune ore. Ma davvero le polemiche sono finite qui? A quanto pare sì, visto che il 28enne di Medellìn, dopo essere stato tempestato di domande dai fan, ha deciso di rompere il suo silenzio tramite una diretta social in cui si è mostrato superiore rispetto a quanto accaduto,augurando alla nuova coppia tutto il bene possibile. Queste le sue parole:”Cosa è successo con Neymar? Chiedetelo a lui. Non fatevi ingannare dalle reti e dai media. Non è successo niente, io non so proprio se stanno insieme, ognuno fa quello che vuole nella sua vita, se sono fidanzati per me va bene”. Complimenti a Maluma che ha incassato il colpo con quella classe degna del più grande bomber.

La nuova fiamma del colombiano

Il comportamento virtuoso del rapper colombiano sembrerebbe essere stato premiato, visto che una nuova fiamma lo sta già consolando. Chi sarebbe la fortunata? Secondo i ben informati si tratterebbe della modella e imprenditrice colombiana Susy Gomez conosciuta a New York. Ora non sappiamo se sarà o meno amore eterno, ma per il bene di Maluma ci auguriamo che Neymar non voglia giocargli un altro brutto scherzo provando a conquistare anche la sua ultima fidanzata. Dopo quello che è successo con Natalia Barulich non ci meraviglieremmo affatto se l’attaccante del PSG volesse tentaredi violare, con un gesto tecnico dei suoi, anche il cuore della Gomez. D’altronde il brasiliano vive per primeggiare sia in campo sia quando si tratta di questioni amorose.

Playoff NBA, grande equilibrio nella bolla di Orlando: chi sarà la stella che farà la differenza?

Le giocate delle superstar NBA romperanno l’equilibrio ai playoff di Orlando

NBA arena

Con la vittoria di Houston contro Oklahoma City in gara-7, si è andata completando la situazione delle semifinali di Conference dei playoff NBA. Sinora nella bolla di Orlando, in Florida, eccezion fatta per la sfida tra Indiana e Miami (con gli Heat vincenti 4-0), è stato rispettato il posizionamento nel tabellone della regular season, ma quasi tutte le gare della seconda fase sono state giocate punto a punto, a conferma di un equilibrio mai visto prima nella post season del campionato cestistico d’oltreoceano.

Non sorprenderebbe più, a questo punto, assistere a qualche altro clamoroso risultato a sorpresa tra le otto squadre ancora in corso per l’anello più ambito. Anche per gli addetti ai lavori, infatti, i Los Angeles Clippers, i Los Angeles Lakers, i Milwaukee Bucks, i Miami Heat e i Boston Celtics hanno quasi tutte le stesse probabilità di vincere il campionato. A fare la differenza alla fine saranno però le stelle delle rispettive squadre, come accadde con Nowitzki che nel 2011 portò alla conquista del titolo i Dallas Mavericks o, più di recente, con Leonard nella vittoria dei Toronto Raptors nell’ultima stagione.

Partiamo proprio dagli Houston Rockets che hanno cominciato alla grande la serie contro i Los Angeles Lakers di LeBron James vincendo gara-1 delle semifinali a Ovest (successivamente, perdendo gara-2). Nella stagione regolare, Harden e Westbrook (60 punti in due nella prima partita contro LA) sono stati di gran lunga due delle migliori guardie del campionato. Posto che Green riuscirà a giocare alla pari contro Harden, più difficile il discorso potrebbe farsi per l’MVP della stagione 2016/2017 che, contro i vari Caruso e Caldwell-Pope dovrebbe avere vita facile. La serie, come visto, vive di un sostanziale equilibrio che solo le superstar (come per James in gara-2) delle rispettive squadre potranno smuovere.

Dopo aver superato Utah in sette match grazie alla vena realizzativa del duo Murray-Mitchell, i Denver Nuggets sono usciti sconfitti in gara-1 contro i Los Angeles Clippers, tra le squadre favorite alla vittoria del titolo NBA. Se i Nuggets vorranno smentire tutti gli addetti ai lavori e ribaltare il pronostico, avranno bisogno di Jokic nel pieno della sua forma, come in gara-2 quando il serbo ha trascinato suoi in un’emozionante vittoria che ha rimesso in pari la serie.

basketball

Sfida ostica, invece, per i campioni in carica dei Toronto Raptors nelle semifinali a Est contro i Boston Celtics. La seconda serie dei playoff per la compagine canadese è cominciata subito con due sconfitte. Boston, sulla carta, ha avuto maggiore potenza di fuoco dal proprio roster, in particolar modo dal front court con Tatum, Brown e Smart capaci di dare fastidio a qualsiasi difesa. Tuttavia, la compagine canadese è riuscita a riportare l’equilibrio nel confronto (2-2 dopo le prime quattro gare), a conferma della grande competitività che oggi regna in NBA.

Veniamo a Miami, la vera sorpresa di Orlando. Gli Heat, dopo aver eliminato Indiana con un secco 4-0, guidano la serie contro i Milwaukee Bucks (3-1) dopo aver vinto le prime tre partite. Merito di Jimmy Butler che sta viaggiando a ritmi elevatissimi nella sfida contro la squadra di Antetokounmpo (oltre 30 punti per allacciata di scarpe), il cui futuro prossimo, nel caso di eliminazione dei Bucks, potrebbe essere lontano da Milwaukee.

I Lakers, si diceva, sono sull’1-1 contro Houston. Al netto di quello che uno come James potrà dare alla squadra di qui alla fine, molto dei prossimi successi dei gialloviola passeranno per le prestazioni di Anthony Davis che, partita dopo partita, sta diventando un’ala sempre più completa offensivamente.

Infine, parliamo dei Clippers, ad oggi la squadra che ha le maggiori chance di vincere il titolo NBA. Il motivo? Leonard è la stella del gruppo ed è nel fiore degli anni. Ha già vinto due volte il titolo di MVP delle finali, con due club diversi. Inoltre, è accompagnato da George che, ad ogni buon conto, è considerato uno dei migliori cinque giocatori del campionato. Una sorta di Jordan-Pippen, come visto, che difficilmente mancherà l’obiettivo finale.

Le migliori esultanze di sempre nel mondo del calcio

Quando più della rete segnata conta la sua celebrazione

goal

Gli inni alla gioia calcistica che mai scorderemo

Chiamatelo se volete rito apotropaico, indispensabile per allontanare quegli influssi negativi che fino a quel momento avevano sbarrato la porta anche al bomber più prolifico, oppure inno alla gioia, da consumarsi preferibilmente nell’arco di pochi secondi dalla rete segnata. Siete spiazzati, un po’ confusi e non avete ben compreso di cosa stiamo parlando? Lo immaginavamo, dunque proviamo subito a recuperare dicendovi che oggi discuteremo delle più belle esultanze che i calciatori sono soliti regalarci nel momento in cui, grazie a un gesto tecnico non per forza superbo, superano il portiere avversario. Le migliori celebrazioni di sempre, in alcuni casi veri e propri balletti di gruppo e in altri casi mosse eseguite in solitaria, fanno parte dell’universo del pallone e lo rendono ancor più attraente. Sembra assurdo ma certe volte più del goal stesso non vediamo l’ora di farci irretire da gestualità alla Pato, che era solito esultare disegnando un cuoricino con le mani, oppure da movenze alla Peter Crouch, che ballava una robot dance che neanche il ballerino di free-style più esperto saprebbe imitare. Senza queste performance, che cosa sarebbe in fondo il pallone? Probabilmente uno sport interessante ma privo di anima; ben vengano dunque le esultanze! Tra queste non possiamo non menzionare la chicken dance di Kevin Nolan, ex calciatore oggi allenatore, che si atteggiava a “pollo pazzo di entusiasmo” quando con un tiro gonfiava la rete. Come lui anche Luis Suárez sa come farsi notare quandobacia i tatuaggi in onore della sua famiglia per celebrare la sua impresa sportiva. Che dire poi delle capriole del bomber Miroslav Klose che, dopo aver segnato, non mancava di librarsi in aria? Da nostalgici del calcio anni ’90 come scordare infinela maglietta sulla testa di Ravanelli e il bacio alla fede nunziale del mitico Raul, totem assoluto del Real Madrid? Che gesti poetici rimasti ancora oggi impressi nella nostra mente!

Il violino di Gilardino, le mitragliate di Batistuta e tanto altro ancora

Sono talmente tante (e belle) che menzionarle tutte è impossibile: stiamo parlando delle esultanze dei calciatori che sono rimaste nella storia del nostro sport preferito. Se nel paragrafo precedente vi abbiamo ricordato, tra le altre cose,il cuoricino disegnato con le mani da Pato, la robot dance di Peter Crouch e la chicken dance di Kevin Nolan, ora non possiamo esimerci dal portare alla vostra attenzione il violino di Alberto Gilardino, il pollice in bocca di Francesco Totti e le dita sotto gli occhi di Giampaolo Pazzini. Questi gesti pittoreschi di campioni senza tempo non sono gli unici ad averci colpito: come la mettiamo con le capriole,non stilisticamente perfette, di Robbie Keane (meglio quelle di Klose) e le “mitragliate” di Gabriel Omar Batistuta? E il tuffo di Jürgen Klinsmann, celebrazione forse retrò ma che continua a farci venire i brividi? Da appassionati di festeggiamenti quali siamo, vi suggeriamo la mano all’orecchio di Luca Toni e la boxe di Tim Cahill che prende a pugni un avversario immaginario. Non conoscete questo gesto all’apparenza inconsulto? Navigate in rete e lo troverete di sicuro, così comela M disegnata con le mani da Mesut Özil con tanto di ciuccio annesso. Difficile spiegarvelo a parole se non avete presente tale combo; un video su Internet vale più di mille spiegazioni, fidatevi.

Un gestodi liberazione

goal setting

Esultare alla Krzysztof Piątek, che imita un pistolero intento a zittire ogni critica, oppure alla Mario Balotelli, che in Germania-Italia dell’Europeo 2012 mostra i muscoli, è un modo che hanno i professionisti del pallone per liberarsi della tensione accumulata. Non riuscire a segnare, soprattutto per un attaccante, è un qualcosa di estremamente negativo, dunque saltellare di gioia come faceva Obafemi Martinsnon significa certo mancare di rispetto all’avversario ma rispettare lo sport per cui i calciatori sono pagati fior fior di milioni. Trattasi di attaccamento alla maglia. Non potevamo concludere quest’articolo senza una menzione speciale. Quale? Quella che ha come protagonista Carletto Mazzone che corre sotto la curva dell’Atalanta dopo che il suo Brescia ha pareggiato una pazzesca stracittadina conclusasi 3 a 3. In quell’occasione, era l’anno 2001, il c.t esclamò in romanesco“Mo’ se famo er terzo go’ vengo sotto’a curva”; e così è stato. Rito apotropaico, inno alla gioia oppure gesto di liberazione?

Sport e alimentazione, cosa si mangia quando si è infortunati?

Cibi che aiutano gli atleti professionisti a recuperare durante un infortunio

infortunio

Almeno una volta nella vita di qualsiasi giocatore di calcio, ciclista, giocatore di basket o di chiunque pratichi sport, sia a livello agonistico che per hobby, sarà capitato di affrontare un periodo più o meno lungo di riposo forzato dovuto ad un brutto infortunio o ad una operazione. La cosa che più facilmente potrebbe capitare in questa sfortunata occasione è quella di mettere su qualche chilo di troppo, un dramma che successivamente ci porteremo dietro quando saremo tornati in forma.

I professionisti dello sport, ad esempio i calciatori delle squadre del campionato di Serie A, hanno nutrizionisti e medici a disposizione per la preparazione di programmi dietetici speciali, in modo tale da assicurare ai propri atleti il mantenimento del peso pre-infortunio e garantendo contemporaneamente agli stessi la riduzione minima della massa muscolare.

L’esperienza dei professionisti dello sport può venirci incontro quando anche noi, nostro malgrado, ci troviamo costretti a saltare le nostre sedute quotidiane di corsa o allenamento in palestra.

In situazioni di normalità, con un corpo allenato, siamo abituati a bruciare centinaia di calorie al giorno. Quando siamo malauguratamente alle prese con una caviglia o con un ginocchio malconcio, e quindi impossibilitati e compiere le stesse attività motorie prima dell’infortunio, siamo portati a pensare che sia d’obbligo tagliare drasticamente le calorie per rimanere in forma. Nulla di più sbagliato secondo gli esperti nutrizionisti. Anzi, il rapido recupero da un infortunio passa per una dieta equilibrata che non intacchi i processi di guarigione del corpo e indebolisca la massa muscolare.

Questo perché a riposo i processi metabolici viaggiano ad un ritmo più alto. In sostanza, un corpo alle prese con il recupero fisico consuma più energie. Un deciso taglio delle calorie ostacolerebbe questo processo, finendo per prolungare i tempi di recupero. A maggior ragione questo si verifica quando l’infortunio riguarda gli arti inferiori: con l’utilizzo delle stampelle, ad esempio, la nostra deambulazione richiederebbe un extra sforzo che andrebbe a pesare quasi per intero su tutta la muscolatura degli arti superiori, comportando di conseguenza un dispendio di energie superiore.

cibo salutare

Ma qual è il giusto approccio nutrizionale per chi si sta riprendendo da un infortunio? La regola è diminuire i carboidrati ed aumentare le proteine ​​sane. Quindi, assicuriamoci che la nostra dieta di recupero dall’infortunio sia comprensiva di ricche porzioni di pesce, pollo e carni magre e che sia povera di pane e patate.

Inoltre, come nelle situazioni di normalità, a maggior ragione nel corso di un infortunio è importante mantenere il proprio corpo sufficientemente idratato, bevendo la stessa quantità di liquidi che si assumevano prima del riposo forzato. Altro punto da non sottovalutare è quello che riguarda l’assunzione di dosi di integratori vitaminici e di minerali. In questo caso è bene non esagerare con bevande e miscele “magiche” che tutto farebbero fuorché aiutare il nostro corpo nel recupero. Al tempo stesso, i nutrizionisti consigliano di non eccedere con l’assunzione di antinfiammatori (se non quelli strettamente consigliati dal nostro medico di fiducia) che, sostanzialmente, anderebbero a scoraggiare il corpo a lavorare per superare il trauma e giungere al più presto alla guarigione completa. Si può aiutare il corpo in questo senso assumendo alimenti ricchi di grassi omega-3 che andrebbero a costituire una barriera naturale contro le infiammazioni prolungate dei tessuti muscolari danneggiati dall’infortunio.

L’ultima dritta riguarda gli infortuni relativi a lesioni ossee. Tutti sappiamo che il calcio è una componente essenziale delle ossa e dei denti. Ecco perché è importante assicurarsi di assumere sempre abbastanza calcio, non solo nel recupero da un infortunio. In questo caso, però, è sempre consigliato aumentare l’assunzione di vitamina D e mangiare alimenti ricchi di calcio come latticini, verdure a foglia verde, sardine, broccoli, mandorle. Inoltre, assumere molta vitamina D può aumentare le possibilità di un buon recupero dopo un intervento chirurgico. Sono pochi gli alimenti che contengono naturalmente vitamina D; basta però ricordare che il nostro corpo ha la capacità di produrre vitamina D con la semplice esposizione al sole.

Sportivi-investitori: in che modo capitalizzano i soldi guadagnati?

Dagli hotel di Messi fino agli investimenti in azioni di LBJ: ecco a voi alcuni affari d’oro!

Lionel Messi

Tra business interessanti e incredibili flop, non tutti hanno il senso per gli affari!

Il denaro è pur sempre denaro, come giustamente ci ricordano gli antichi romani, soprattutto quando è possibile aumentarne la quantità disponibileattraverso investimenti che danno interessanti ritorni. E le super-star dello sport ne sanno qualcosa visto che una volta incassati i lauti stipendi, se sono bravi e attenti, possono farli fruttare, e bene, o nel peggiore dei casi addirittura dissiparli. Non tutti i fenomeni di calcio, basket e tennis hanno infatti il fiuto per gli affari: alcuni sono abili investitori, e forse non sapevano neanche di esserlo, e altri, magari facendosi mal consigliare, compiono veri e propri disastri. Messi per esempio è un campione sia in campo sia quando si tratta di hotel: la Pulce quest’anno ha deciso di aumentare la sua presenza nel settore turistico comprando l’Hotel Himalaia, locato nei pressi dei Pirenei catalani, dopo i 3 posseduti al mare e 1 in montagna. Se il numero 10 più forte al mondo non se la cava certo male in fatto di business, non si può certo dire lo stesso di un mito come Buffon che, dopo aver perso soldi (e tanti) investendo in Zucchi, ha fallito come imprenditore con la squadra di calcio della Carrarese. Il portierone della Juve non è l’unico ad aver toppato: Bobo Vieri e Christian Brocchi, fondatori della linea d’abbigliamento Baci e Abbracci, nel 2009 avevano messo del capitale nella BFC&co, società di commercio all’ingrosso specializzata in prodotti di ogni genere tra cui utensili da cucina e articoli da giardino, che in seguito ha dichiarato bancarotta. Tra i top of the flop c’è anche Van Basten che ha bruciato in Borsa milioni e milioni di euro. Per fortuna ci sono anche professionisti dello sport che hanno avuto maggior fortuna rispetto ai loro impreparati colleghi.

Buoni investitori e buoni investimenti

grafico_crescita

Alcuni sportivi hanno davvero il fiuto per gli affari: prendete per esempio il cestista LeBron James, possessore del 2% della società Fenway Sports Partners proprietaria del Liverpool, che, dopo il trionfo in Premier dei Reds, ha guadagnato milioni di euro visto che il prezzo delle azioni possedute è schizzato alle stelle. Come lui anche Cristiano Ronaldo sembra essere portato per il business: il portoghese possiede hotel cinque stelle a Vilamoura e una linea di abbigliamento intimo, CR7 Underwear, attività entrambe estremamente profittevoli.Non poteva mancare un grandissimo difensore come Giorgio Chiellini che, insieme al fratello Claudio, ha lanciato una società di comunicazione che si occupa di diritti di immagine, la BTB Media e Comunicazione. Anche il collega Ciro Immobile ha scelto di investire i soldi guadagnati nel digitale, nel suo caso in start up digitali: il capocannoniere della passata stagione di A ha scommesso su Moovenda, un’azienda che opera nel settore del food delivery. A fare compagnia a queste stelle dello sport c’è anche la tennista Maria Sharapova che grazie alla sua azienda, Sugarpova, ha distribuito caramelle e cioccolato in ben 22 paesi. Non solo: la fuoriclasse russa della racchetta ha deciso di aiutare, attraverso la NAWBO (National Association of Women Business Owners), le giovani imprenditrici che desiderano crescere.Lodevole iniziativa davvero, complimenti a lei!Non potevamo non concludere questo paragrafo senza menzionare Kobe Bryant. Il compianto cestista dei Lakers ha fondato, tra le altre cose, una sua società di produzione, la Granity Studios, che nel 2018 ha ottenuto un Oscar per il cortometraggio “Dear Basketball”. Chapeau.

Il perché di successi e fallimenti

Come mai alcuni sportivi hanno avuto successo come investitori-imprenditori e altri no? Difficile rispondere a questa complessa domanda, ma possiamo comunque provarci. Le star che hanno perso i loro soldi molto spesso si sono fidate di persone che hanno “tramato” alle loro spalle oppure ascoltato consigli che si sono rivelati nocivi per la salute delle loro finanze (vedi Buffon con la Zucchi), quelle che invece hanno guadagnato, da un lato hanno un buon senso degli affari e dall’altro lato hanno scelto di puntare su business probabilmente più profittevoli e gestibili.

Quando il termine clamoroso supera ogni immaginazione sportiva

Partite dai punteggi impensabili che sono state giocate per davvero!

tennis

Ecco a voi gli sport più belli con tanto di indimenticabili record a livello di punteggio

Scusateci ma oggi abbiamo proprio una gran voglia di dare i numeri, e che numeri! No, non siamo impazziti all’improvviso ma desiderosi di raccontarvi gli sport più belli attraverso punteggi clamorosi e impensabili. Dopo aver ripassato alcuni incontri di calcio, basket e tennis, che hanno preso una piega decisamente “anomala”, ci siamo decisi a scrivere questo articolo che siamo sicuri vi piacerà. Capiamo i vostri dubbi: nel momento in cui i protagonisti di un pezzo sono i freddi numeri spesso la noia assale il lettore, come darvi torto. Tuttavia quando di mezzo ci sono 4 ore di gioco, 5 set disputati, 2 tie-break, 190 punti per lo svizzero Federer e 180 dell’americano Sampras, e stiamo parlando dell’eliminazione di Pete per mano di Roger a Wimbledon nel 2001, ci si può davvero stancare? Secondo noi non è possibile, come non è possibile rimanere impassibili ricordando il match disputato, sempre in quel di Wimbledon, tra Isner e Mahut che durò ben 11 ore e 5 minuti. Avete capito bene: praticamente ci volle una mezza giornata di sport perché John riuscisse a portare a casa la meritata vittoria e gambe più che leggermente indolenzite. E per quanto riguarda discipline sportive quali calcio e basket? Esistono o meno incontri che sono passati alla storia?La risposta è decisamente sì.

football pitch

L’indimenticabile 31 a 0 del calcio australiano e tanto altro ancora

Anche la palla bianca e quella arancione hanno saputo regalarci duelli anomali almeno per gli standard a cui siamo stati sempre abituati. Come dimenticare quel famoso 31 a 0 con cui la Nazionale di calcio australiana umiliò quella delle Samoa Americane? Era il lontano 2002 e tale partita, passata alla storia per essere stata quella con il più ampio gap a livello di gol, faceva parte delle qualificazioni al campionato del mondo di quell’anno. Come scordare poi i 10 gol che la Spagna ha realizzato contro Tahiti in occasione della Confederations Cup del 2013? In quel frangente Torres segnò addirittura 4 reti mentre Villa 3 e Silva 2. Sempre per quanto riguarda il calcio è necessario menzionare il freschissimo 8 a 2 con cui il Bayern Monaco ha annichilito il Barcellona, incontro, lo ricordiamo, che rimarrà negli annali poiché mai prima di allora si erano viste 10 reti in 90 minuti in una partita di Champions League. Guardando infine alla nostra amata Serie A, l’incontro con più gol in assoluto è stato quello della terza giornata della stagione 1972-73 tra Milan e Atalanta con il risultato di 9 a 3 per il Diavolo. Prati e Rivera, neanche a dirlo, fecero faville. È giunto ora il momento di parlare di basket e in particolare di NBA. Il torneo ha saputo regalarci, il 13 dicembre 1983, una sfida pazzesca tra Denver Nuggets e Detroit Pistons conclusasi con il punteggio di 186 a 184. Non da meno fu lo scontro del dicembre del 2018 che vide i Washington Wizards superare i Phoenix Suns per 149 a 146 dopo ben tre tempi supplementari. Che spettacolo la pallacanestro d’oltreoceano che, oltre a esaltarci per primati probabilmente insuperabili come quello di Wilt Chamberlain e i suoi 100 punti segnati il 2 marzo 1962, ancora oggi sa entusiasmarci grazie ai record di LeBron James, divenuto a 36 anni il terzo marcatore di sempre dell’NBA.

Quando vincere può non bastare

Se siete arrivati fin qua significa che abbiamo reso i freddi numeri decisamente più interessanti rispetto a quello che sono in realtà e di questo non possiamo che rallegrarci. Per premiare la vostra pazienza in questo paragrafo non menzioneremo nemmeno una cifra ma vi faremo riflettere sulla seguente proposizione“quando vincere può non bastare”. Come avete avuto modo di comprendere, in talune circostanze l’euforia sportiva prende il sopravvento nella testa di quei protagonisti che infieriscono sull’avversario anche se i precetti della loro disciplina imporrebbero loro di non umiliarli più del dovuto. Prendete per esempio l’incontro Australia vs Samoa Americane: c’era davvero bisogno di segnare 31 gol?

Tra sole e mare è il momento di dimenticarsi dell’amato pallone!

Tra Spagna e Italia: ecco a voi alcune tra le mete preferite dei fuoriclasse del pallone

pallone

I calciatori più famosi e le loro vacanze all’insegna del totale relax

Il calcio ha deciso di prendersi una meritata pausa fino al 19 settembre e così i protagonisti del campionato di serie A più elettrizzante degli ultimi anni. I nostri eroi preferiti, dopo aver disputato un finale di stagione lungo quasi un’estate intera, hanno appeso per qualche settimana le scarpette al chiodo recandosi, con amici e mogli prevalentemente presso località di mare, ovviamente le più rinomate possibili. Il giovane di belle speranze Zaniolo è stato a Porto Cervo con la nuova fiamma Elisa Visari mentre Paulo Dybala e Rodrigo Bentancur hanno trascorso alcuni giorni a Ibiza così come Luis Alberto e la moglie Patricia. No, non ci siamo dimenticati di un bomber del suo calibro, figurarsi: CR7, in compagnia della modella Georgina Rodriguez, dalla Costa Azzurra con il suo yacht privato si è mosso ,al fine di gustarsi le migliori vacanze ferragostane di sempre, in Liguria e precisamente dalle parti di Sanremo. L’arcirivale Immobile, che ha osato sottrarre al fenomeno portoghese lo scettro di capocannoniere di A, è stato visto qualche tempo fa a Sorrento mentre il collega di reparto Džeko in Croazia. Da queste prime rivelazioni, che vi stiamo offrendo in esclusiva, parrebbe che i calciatori più famosi non se la stiano passando così male! D’altronde un nuovo torneo è alle porte e dunque ricaricarsi grazie al sole più caldo e al mare più bello è il minimo per provare a fare la differenza. Un giocatore che diversamente dagli altri non si è certo scordato dell’amato pallone nemmeno in vacanza è Franck Ribéry, top player della Fiorentina che ha una gran voglia di rivalsa dopo un primo anno italiano da non protagonista a causa di un infortunio alla caviglia. Il francese senza dubbio rappresenta l’eccezione alla regola estiva per cui il relax è tutto. Un esempio di professionalità simile ci riporta alla mente quello di capitan Zanetti che in occasione del suo matrimonio trovò il modo di allenarsi prima di recarsi in chiesa. Che tempi e che professionisti quelli degli anni ’90!  

Vacanze in compagnia: di meglio non c’è

“…Mare, mare, mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo…”.Questa frase tratta dalla bellissima canzone Mare Mare di Luca Carbone è forse la più azzeccata per parlare di questo caldo agosto che i calciatori nostrani, hanno trascorso o stanno trascorrendo (chi ha finito tardi a causa delle coppe europee) nelle più belle località di villeggiatura tra cui la rinomata Ibiza o la vivace Sardegna. Dopo tanto calcio giocato non poteva non arrivare il momento per i titani del pallone di darsi al riposo, alle nuotate e alle serate con amici e colleghi. Prendiamo per esempio Kevin-Prince Boateng che insieme alla moglie Melissa Satta e al patron del Vicenza Renzo Rosso hanno deciso di staccare la spina per un po’ di giorni. Che dire invece di Ibra che con Romagnoli ha deciso di ammirare le bellezzedella Corsica dal suo yacht? E Milinkovic-Savic? Ovviamente si è rilassato con la compagna alle Maldive, uno dei luoghi che il fenomeno della Lazio ama di più in assoluto essendoci già stato più e più volte. Siete curiosi infine di sapere che cosa ha combinato un totem come Buffon e un futuro campionissimo come Donnarumma? Gianluigi non ha perso occasione di recarsi nella sua Lunigiana con i figli al seguito mentre Gigio è stato a Capaccio Paestum, città a cui è molto legato.

Cosa fanno i calciatori durante il loro tempo libero?

yacht

Ok, ora sapete dove sono stati in ferie alcuni calciatori ma immaginiamo che per voi non sia ancora sufficiente: scommettiamo che desiderate ardentemente sapere anche cosa fanno durante il loro tempo libero, vero? Premettiamo subito che non conosciamo così bene le abitudini di CR7 e colleghi, però possiamo dirvi lo stesso qualcosa in merito. Cristiano Ronaldo ama nuotare e tenersi in forma, dunque avrà nuotato sicuramente all’interno della piscina del suo yacht da 16 milioni di euro, Dybala avrà invece giocato almeno una volta a scacchi, visto che a 5 anni il padre gli ha insegnato tutti i trucchi di questo bellissimo gioco di strategia, e infine Ibra si starà divertendo a eseguire tuffi carpiati lanciandosi dalla sua imbarcazione privata.

Basket, il segreto del successo di LeBron James? Mangiare di tutto

Tutto quello che c’è da sapere sulla dieta di LeBron James

LeBron James

LeBron James è una delle stelle assolute del campionato NBA e tra i giocatori più seguiti e imitati dai fan di tutto il mondo. Per i tifosi di basket James è, al pari di Michael Jordan e Kobe Bryant, il più grande di sempre di questo sport. Nel corso della sua carriera, il giocatore nativo di Akron, in Ohio, ha vinto fino allo scorso anno tre volte l’anello e per tre volte è stato eletto come MVP delle Finali NBA (oltre a vincere quattro volte il titolo di MVP della stagione regolare). Inoltre, è sul gradino più basso del podio, dietro Kareem Abdul-Jabbar e Karl Malone, nella speciale classifica dei migliori marcatori di sempre del campionato professionistico più famoso del mondo.

Tutto questo grazie ad una forza di volontà, uno spirito di sacrificio e, soprattutto, ad un fisico che già ai tempi del liceo era fuori dal normale per un adolescente. Ma il corpo scultoreo di King James non è sempre stato così come oggi lo ammirano migliaia di tifosi sui parquet di mezza America. Nel corso degli anni, infatti, lo stesso giocatore più volte ha rivelato di aver seguito e modificato il proprio regime alimentare, adattando il proprio corpo a seconda delle varie esigenze di periodo in periodo.

Ci si aspetta, a questo punto, che un fuoriclasse del calibro di James rispetti una dieta assai rigorosa. Nulla di più lontano dalla realtà, così come confermato anche dal suo ex compagno di squadra ai tempi di Cleveland Tristan Thompson. A colazione, per esempio, il numero 23 dei Los Angeles Lakers è capace di divorare cinque toast francesi affogati in un mare di sciroppo d’acero, con l’aggiunta di fragole e banane. Come se ciò non bastasse, James mangia una frittata fatta da quattro uova. In sostanza, come ripetuto da Thompson, James è solito mangiare dolci ad ogni pasto, senza che questo influisca minimamente sulle sue prestazioni in allenamento e durante le partite. Il suo corpo riesce a bruciare una quantità enorme di dolci, zuccheri vari e cibi grassi, senza ripercussioni sulle sue performance. Per contemperare questa sua voracità a tavola, James si allena molto duramente agli attrezzi, spendendo qualcosa come 1,5 milioni di dollari all’anno per il suo personale regime di fitness. James, come noto, possiede anche alcune palestre personali costruite all’interno delle sue residenze, tuttavia dedicando il proprio corpo alle fatiche dei pesi soltanto quattro giorni alla settimana.

Il giocatore dei Lakers è anche noto per essere un grande estimatore di vini pregiati. A ESPN, lo stesso ex Cavs ha dichiarato di bere vino praticamente ogni giorno, mentre il suo ex compagno di squadra Kevin Love ha più volte sottolineato come James sia un fine intenditore delle più costose bottiglie di vino. Non a caso, il pluricampione NBA ama trascorrere le proprie vacanze estive in Europa, nell’Italia meridionale e in Grecia in particolare, circondato dalla bellezza delle acque del Mediterraneo, sempre a caccia delle prelibatezze della cucina locale e delle migliori cantine. Su questo punto, sebbene vi siano studi ed opinioni diverse, la maggior parte dei medici concorda sul fatto che, se consumato con moderazione, il vino rosso può produrre benefici per la salute, dall’aumento dei livelli di colesterolo buono alla riduzione del rischio di infarto. James lo sa bene e in una delle sue foto pubblicate su Instagram ha rimarcato questo concetto, pubblicando una bottiglia di Sassicaia con l’hashtag #GoodForMyHeart.

Infine, James si concede molto spesso anche la pizza, in particolare quella di Blaze Pizza (di cui è socio). Si racconta che qualche anno fa James sia riuscito addirittura a mandare giù una pizza formato maxi con sopra ben sedici condimenti, tra cui polpette di tacchino, peperoni, banane e olive kalamata.

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Calciatori famosi e la loro passione per gli altri sport

Bale

I giocatori di calcio sono tra gli atleti più talentuosi in circolazione, e senza dubbio anche tra i più famosi e pagati al mondo. Ad alti livelli, ogni buon calciatore si distingue per resistenza, velocità e forza: caratteristiche, queste, che lo renderebbero competitivo (tecnica a parte) in qualsiasi altra disciplina sportiva. E non è sempre valido il contrario. Ad esempio, Usain Bolt, l’uomo più veloce al mondo e detentore dei record sui 100 e 200 metri piani, in passato ha provato a cimentarsi con il gioco del calcio (con i Central Coast Mariners in Australia), tuttavia abbandonando il sogno di diventare un calciatore professionista dopo pochi mesi. Come detto, però, ci sono giocatori di calcio che praticano regolarmente altri sport (e in alcuni casi anche a livello professionistico), riscontrando ottimi risultati.

Il gallese Gareth Bale, fuoriclasse in odor di divorzio con il Real Madrid, nutre da sempre una passione smodata per i fairway del golf, tanto da rendersi protagonista più volte in passato di uscite poco felici per un professionista del mondo del calcio. Come quando si fece beffe dei supporters dei blancos, mostrando con orgoglio alle telecamere di mezzo mondo l’ormai famigerato striscione “Galles, Golf, Madrid. In quest’ordine” dopo aver raggiunto la qualificazione con la sua nazionale ai campionati Europei in programma nel 2021. Bale, tra l’altro, ha più volte affermato di voler presto appendere le scarpette di calcio al chiodo e di dedicarsi completamente al gioco del golf, sfidando i migliori campioni di questa disciplina.

Nel 2016, nella stagione d’esordio al Manchester United, il tecnico José Mourinho si è trovato ad allenare una vera e propria squadra di bad boys. Erano i Red Devils del Fight Club all’Old Trafford. Tre dei protagonisti di quell’annata, infatti, erano (e sono tuttora) tutti appassionati e praticanti di sport da combattimento. Il più noto del gruppo è Zlatan Ibrahimovic, tra i più chiacchierati e conosciuti giocatori di calcio al mondo, assai esperto di arti marziali, specialmente di taekwondo, disciplina sportiva che lo ha aiutato tantissimo anche nel corso della sua carriera calcistica, facendolo diventare uno degli attaccanti più letali e al tempo stesso spettacolari del panorama mondiale. Ibra a 17 anni è stato cintura nera di questo sport e nel 2010 a Milanello la Federazione Italiana Taekwondo gli ha consegnato il dobok (ovvero il vestiario da competizione) e la cintura, a riconferma del suo talento in questa disciplina.

Secondo il suo vecchio allenatore in Svezia, Leif Almö, Ibrahimovic avrebbe avuto le stesse chance di diventare un’icona sportiva mondiale anche se in gioventù avesse preferito continuare a praticare il taekwondo invece che diventare un professionista del calcio. Oltre lo svedese, si diceva, altri due giocatori dello United nel 2016 erano dei provetti amatori di altre discipline sportive: Wayne Rooney, grande estimatore ed esperto combattente di pugilato, e Paul Pogba, un kickboxer mancato che più volte si esercitato sul ring proprio con il compagno di squadra Ibrahimovic.

basket

Lo sport alternativo preferito dai campioni del calcio resta, però, la pallacanestro, in particolare quella della NBA. Da Neymar a Leo Messi passando per David Beckham: tanti sono (e sono stati) i calciatori che non hanno mai fatto segreto del loro amore verso la palla a spicchi, tanto da presenziare spesso e volentieri sugli spalti delle arene americane (ma anche in quelle europee) e mischiarsi tra i più invasati tifosi. Tra tutti, però, vogliamo ricordare Antoine Griezmann, l’attaccante campione del mondo con la Francia in Russia, che nutre una passione smodata per il mondo della NBA. Derrick Rose è il suo giocatore preferito. I due hanno avuto la possibilità di incontrarsi nel 2016 quando Rose era un giocatore dei Knicks. Griezmann, in quella occasione, spiegò di essere un tifoso di New York, cimentandosi poi con l’ex Chicago Bulls in una gara di tiro da 3 punti.

Chiudiamo parlando di Harry Kane, centravanti del Tottenham e pilastro della nazionale inglese. Il giocatore degli Spurs è un fan del football americano e, ovviamente, del campionato NFL. Lo lega una amicizia particolare con una leggenda vivente di questo sport, Tom Brady, sei volte vincitore del Super Bowl. Kane si è già cimentato con questo gioco (nella posizione di kicker), peraltro ottenendo anche commenti positivi da parte degli addetti ai lavori.

Le papere dei portieri che hanno fatto la storia del calcio

Quando lasciarsi sfuggire la palla diviene una cattiva abitudine

Clamorosi svarioni degli estremi difensori che ancora oggi non dimentichiamo

“Succede anche ai migliori” si è soliti dire quando un fuoriclasse di una determinata disciplina combina un errore talmente evidente da non passare certo inosservato, e nel calcio tale frase fatta la si impiega spesso e volentieri soprattutto quando ci sono di mezzo loro: i portieri. Questi poveri uomini soli in campo, lasciati alla mercé dei propri pensieri nell’attesa che un avversario provi a impensierirli con un destro o un sinistro al veleno, talvolta o spesso, a seconda dei casi, sono toccati da una maledizione a cui non possono in alcun modo sfuggire e che in gergo tecnico sidefinisce papera. Ebbene sì: quanti di loro sono soliti lasciarsi scappare facili palloni, non trattenere tiri irresistibili e “dormire” su retropassaggi che potrebbero controllare anche giovani estremi difensori appena usciti dalle scuole calcio? Tanti, purtroppo o per fortuna a seconda che si faccia parte della categoria degli spettatori direttamente interessati oppure di quella dei calciofili neutrali. Ma perché mai si compiono gesti tanto scellerati e al contempo buffi e divertenti? In molti casi perché anche il più grande portiere è semplicemente un uomo, e come tale è per natura limitato, e in altri casi perché certe squadre schierano numeri 1 che di numero 1 hanno poco e nulla! Ma in fondo in questa sede poco importa se i nostri goffi e sventurati eroi, per cui empatizziamo e non poco, facciano o meno parte di questa prima o seconda famiglia, l’importante è ricordare alcuni clamorosi svarioni di cui si sono resi protagonisti.

Dal folcloristico Higuita al fortissimo Buffon

Chi crede che il calcio sia uno sport per soli artisti del pallone, in grado di disegnare imprendibili parabole all’incrocio dei pali, dovrà purtroppo ricredersi: la disciplina di gruppo più bella al mondo è praticata anche da pseudo-campioni tra i pali e da esperti nella difesa della porta che fanno della défaillance un punto di debolezza. Partiamo dai primi: tra di loro non può certo mancare lui, il mitico René Higuita, il più pazzo portiere mai esistito che fece del colpo dello scorpione un escamotage per bloccare con gambe e piedi i tiri degli avversari, che nel corso di Italia ’90, e precisamente del match Colombia-Camerun, si addormentò fuori dall’area di rigore con la palla tra i piedi, palla che Roger Milla rubò per segnare un goal che ha tutt’ora dell’incredibile. Pensate forse che tale errore sia più che clamoroso? Sbagliate, perché Bernd Leno fece anche di peggio: l’estremo difensore del Bayer Leverkusen, provando a rinviare un passaggio ricevuto da un compagno, riuscì a colpire talmente male il pallone da insaccarlo alle sue spalle. Descrivervi a parole tale impresa al contrario non renderà mai l’idea, ma fidatevi che in quell’occasione il termine clamoroso ci stava bene eccome. E un portierino come Ter Stegen? Il calciatore tedesco emulò il gesto del collega durante il match Stati Uniti vs Germania, stavolta non controllando un innocuo retropassaggio che finì nell’angolino basso. Scomodiamo adesso un campione come Iker Casillas. L’ex numero uno del Real Madrid, oggi al Porto, ne ha combinata una delle sue: nel tentativo di anticipare a centrocampo Alan, atleta militante nel Brava, gli ha consegnato di fatto la palla che, incredulo, non ha dovuto fare altro che spingere in porta. Non poteva mancare in questo elenco anche un mito come Buffon che, nonostante sia un top player nel suo ruolo, fu protagonista di uno svarione in PSG-Manchester United che ha portato all’eliminazione la formazione francese in Champions: l’italiano, lo ricordiamo ancora oggi, non riuscì a trattenere un innocuo tiro di marca Red Devils che fu da lui goffamente respinto per poi giungere a Lukaku che non ci pensò due volte a fare gol. Anche i più forti portieri insomma non possono sfuggire alla papera!

Certe volte non è colpa loro… anche se così non sembra

portiere

Il titolo di questo paragrafo conclusivo racconta una grande verità che ora vogliamo condividere con voi: quando diciamo che “certe volte non è colpa loro anche se così non sembra”, riferendoci ovviamente ai numeri 1, vi stiamo dicendo che molto spesso l’effetto che un attaccante dà al pallone può essere talmente particolare da imprimere sì una traiettoria lenta ma davvero imparabile. Prima di irriderli in futuro ricordate sempre che quando Juninho Pernambucano calciava una punizione, la palla diveniva così avvelenata da trasformare un prode guardiano della porta in goffo scarpone.