Jose Mourinho a lezione di coreano: ecco perché

Mourinho torna a scuola per imparare a parlare coreano

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Jose Mourinho torna a scuola per imparare a parlare la lingua coreana. L’allenatore due volte campione in Champions League con il Porto e con l’Inter ha dichiarato di seguire un corso di coreano per comunicare meglio e migliorare il suo rapporto con uno dei giocatori chiave della sua squadra, Son-Heung Min. L’esterno asiatico ha segnato 18 gol in tutte le competizioni la scorsa stagione, 12 dei quali sono stati siglati sotto la gestione di Mourinho. In totale, il 28enne ha finora messo a segno 85 gol in 229 partite con la maglia degli Spurs.

L’attuale tecnico del Tottenham parla già correntemente il portoghese, lo spagnolo, il catalano, l’inglese, il francese e l’italiano. Il 57enne di Setubal, commentando il lancio di una nuova serie di documentari sul club inglese firmati Amazon Prime, ha rivelato la sua passione per le lingue di tutto il mondo e per la comunicazione in generale. Ed è stato proprio questo uno dei punti di forza dell’allenatore lusitano in passato: “La comunicazione è molto importante all’interno di uno spogliatoio – ha riferito Mourinho – quando sono con il gruppo di calciatori, devo essere in grado di parlare con tutti a tu per tu, anche nella loro lingua madre, in modo da evitare incomprensioni”.

L’ex professore di educazione fisica (prima di diventare un allenatore di calcio vincente, Mou insegnava eduzione motoria in diverse scuole primarie della capitale del Portogallo, aiutando in particolare i bambini con difficoltà di apprendimento) si esprime perfettamente in ciascuna delle sei lingue conosciute. Una volta, nel corso della sfida tra Chelsea e Aston Villa, l’allora tecnico dei Blues fu catturato dalle telecamere a bordo campo mentre conversava con i suoi giocatori nel corso del match usando il portoghese con il brasiliano Oscar, lo spagnolo con il difensore César Azpilicueta e, addirittura, il catalano con Cesc Fabregas, così da confondere l’allenatore avversario, lo scozzese Paul Lambert.

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Mourinho ha preso il posto di Mauricio Pochettino sulla panchina degli Spurs nel novembre del 2019, firmando un contratto quadriennale, portando il Tottenham dal quattordicesimo posto in Premier League dell’autunno scorso fino al sesto posto, qualificandosi anche per l’Europa League.

Per l’allenatore lusitano la comunicazione è tutto. Sono celebri alcune sue frasi e citazioni, entrante già nel mito della storia del calcio. Autodefinitosi lo “Special One” in occasione della conferenza stampa di presentazione al Chelsea (dove è sbarcato dopo la vittoria della prima Champions con il Porto), anche in Italia le parole del tecnico di Setubal non hanno mai mancato di scatenare polemiche e discussioni. Come quando nel 2009 parlò apertamente di “prostituzione intellettuale”, denunciando quel clima avvelenato che nel Bel Paese si palesava e si palesa ancora oggi nel mondo del calcio ed in ogni ambito della società. Una frase che è entrata di diritto nel linguaggio comune italiano, oggi utilizzata a più riprese dagli stessi organi di informazione finiti nel mirino delle critiche dell’allenatore portoghese. E come dimenticare il sottile (ma neanche tanto) attacco di Mourinho alle big della Serie A, scagliato con il celeberrimo tormentone “zeru titoli”?

“Mi piace che le persone comunichino – disse all’epoca del Chelsea Mourinho – Non devi urlare o combattere per comunicare. La comunicazione è molto importante ed io cerco sempre di migliorare le mie squadre su questo livello. Dopodiché, non penso sia importante litigare o non litigare, ma se a volte questo accade tra persone che sono unite da un comune intento, allora non penso sia il caso di farne un dramma”.

Per Mourinho la prossima sarà una stagione spartiacque. Il suo Tottenham è alle prese con una involuzione che ha portato gli Spurs dalla finale di Champions League (persa contro il Liverpool) a lottare per uscire dalle sabbie mobili della classifica della Premier League.

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