Le vittorie più improbabili nello sport

I trionfi dello sport che non ti aspetti

Quando il piccolo Davide batte il gigante Golia a calcio, a basket,atennis e non solo

Se qualcuno dovesse mai domandarci perché amiamo così tanto lo sport, probabilmente risponderemmo perché è uno dei pochi ambiti in cui il più debole può superare il più forte. Nel calcio, nel basket ma anche nel tennis, il piccolo Davide può battere il gigante Golia più e più volte e tutto ciò può sembrare follia visto che siamo cresciuti con l’idea che alla fine è il più “attrezzato” a dettare legge. E così non è: il poco conosciuto Leicester (almeno fino a 4 anni fa) nel 2016 si è fatto valere nei confronti delle corazzate Arsenal, Manchester United, Manchester City e Liverpool e allo stesso modo la Grecia che nel 2004 ha conquistato l’Europeo e non era per nulla favorita. Che dire poi dei Toronto Raptors che hanno conquistato l’anello nell’edizione 2018-2019 battendo in finale l’invincibile armata Golden State Warriors? Nessuno, fidatevi, nessuno avrebbe scommesso un dollaro sulla vittoria dell’NBA da parte dei canadesi. E potremmo così continuare ricordandovi ad esempio l’incontro (pazzesco) tra Stefanos Tsitsipas e Roger Federer nel quarto turno dell’Australian Open 2019 in cui il greco è riuscito a superare un totem come lo svizzero. Le 4 vittorie improbabili (sulla carta) di cui vi abbiamo fatto menzione sono per noi emozione allo stato puro e al contempo il motivo per cui non abbiamo intenzione di perderci nemmeno un minuto dei prossimi spettacolari appuntamenti di calcio, basket e tennis.

Lo sport come narrazione di favole

Se vincere fosse solo una prerogativa delle squadre più forti o degli atleti più fenomenali, credete forse che lo sport in generale sarebbe così bello ed entusiasmante? Ovviamente no. E poi diciamoci la verità: a chi non piace le favole sportive, quelle in cui il più debole riesce a sconfiggere il più forte?Domanda retorica come retorico è il seguente interrogativo: “Esiste qualcuno che è rimasto impassabili davanti al trionfo di Ranieri con il Leicester nel 2016 oppure davanti alla pazzesca vittoria dell’Europeo da parte della Grecia nel 2004? Non crediamo poi che esista qualcuno che non sia rimasto “positivamente scioccato” quando il Verona di Bagnoli si è laureato Campione d’Italia nella stagione 1984-1985, Verona che aveva iniziato la stagione con l’obiettivo di salvarsi, oppure quando il 17enne Boris Becker ha sconfitto la testa di serie numero 1 John McEnroe nel corso di quel famosissimo torneo di Wimbledon del 1985. Come dimenticare la finale Liverpool-Milan di Champions League del 2005 in cui Reds alla fine del primo tempo, dopo il parziale di 3 reti a 0 subìto, erano entrati negli spogliatoi con le ossa rotte: la Coppa dei Campioni in quel momento era destinata a volare a Milano. Eppure il Davide Liverpool non si è perso d’animo e non solo ha recuperato lo svantaggio nei confronti del Golia Milan ma è riuscito ad alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie dopo i calci di rigore. Se questa non è una favola sportiva…I tifosi rossoneri in questo momento ci staranno certamente odiando ma si sta pur sempre parlando delle vittorie più improbabili nello sport, e quella del Liverpool dopo quei primi 45 minuti era più che improbabile. Tornando indietro nel tempo al 1997 non possiamo non ricordare la Coppa Italia vinta dal Vicenza di Guidolin. Allora nessuno avrebbe mai pensato che i biancorossi avrebbero potuto fare strada all’interno della manifestazione, figurarsi battere il Napoli in finale. Concludiamo questo articolo ricordandovi l’oro “assurdo” conquistato alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City nel 2002 da Steven Bradbury. Questo pattinatore su ghiaccio, infortunatosi gravemente 4 anni prima, non aveva alcuna speranza di poter trionfare eppure, avversario dopo avversario, è riuscito a superare tutti. Tanto clamoroso fu il suo successo che l’Australia, sua nazione di origine, coniò l’espressione “Doing a Bradbury”, ovvero avere un colpo di fortuna.

I goal più facili sbagliati dalle stelle del calcio (e non solo da loro)

Quando sbagliare un goal a porta vuota o davanti al portiere è un’impresa da fuoriclasse assoluti

Quando fallire davanti alla porta è un’arte

Forse non sarete d’accordo ma fallire i goal o a porta vuota o a portiere battuto, come è capitato a tantissimi fuoriclasse del calcio e non solo a loro, per noi è da considerarsi un’arte: siamo talmente affascinati da questo gesto tecnico al contrario, forse perché razionalmente non siamo in grado di capire come a un centimetro dal gonfiare la rete si possa sparare il pallone direttamente in tribuna o, se tutto va bene, centrare la traversa, che ne vorremmo vedere sempre di nuovi. Purtroppo i tempi di Mai Dire Goal, storico programma della Gialappa’s Band che ogni domenica sera ci offriva carrellate di papere calcistiche (vogliamo chiamarle così?) che ci lasciavano stupefatti, sono passati da un po’ e oggi per tenerci aggiornati sui goal mancati che hanno del clamoroso utilizziamo la rete. Prima che Internet divenisse il medium più usato per non perdere nulla di quanto accade nel mondo, c’era appunto una fantastica rubrica come “Il gollonzo della settimana”, che in chiave ironica ci mostrava le reti sbagliate da fuoriclasse assoluti tra cui Dennis Bergkamp che all’Inter non lasciò il segno. Con l’arrivo della tecnologia adesso basta un click e possiamo rivedere Robinho con la maglia del Diavolo divorarsi contro il Barcellona una rete in maniera goffa mettendo il pallone alto sopra la traversa, dopo che Boateng gli aveva servito un assist al bacio, oppure gustarci Valbuena che nel corso di Lione-Lille fallisce a pochi passi dal portiere avversario il più faciledei tap-in. Credete forse che i goal clamorosamente mancati siano solo questi due? Seguiteci nel prossimo paragrafo e ne scoprirete di nuovi.

Da Christian Vieri passando per lo “sconosciuto”Fahad Khalfan

Stadio Olimpico

Se ancora oggi non riusciamo a scordare la rete sbagliata da Gagliardini contro il Sassuolo, che probabilmente chiunque di noi avrebbe segnato, figurarsi se siamo in grado di dimenticare il non goal di Vieri nel 2002 contro la Corea del Sud, partita durante la quale l’Italia dovette vedersela non solo con la formazione asiatica ma anche con l’arbitro Byron Moreno. Qualche anno dopo, e precisamente il 25 maggio 2005, Ševčenko contro il Liverpool riuscì a calciare addosso al portiere Dudek un pallone che avrebbe potuto cambiare la storia di quel famoso 3 a 0 per il Milan del primo tempo, divenuto poi 3 a 3 al termine dei 90 regolamentari, e infine vittoria ai calci di rigore per i Reds. Non solo: se potete, andate a riguardarvi sul web l’errore di Diego Forlan in un’amichevole disputata tra Manchester United e Juventus, e inorridite, oppure quello di Tomasson con la maglia del Feyenoord durante una partita contro il NAC Breda dove in spaccata e a portiere battuto è riuscito nell’impresa di sparare alto il pallone. Pazzesco! Se fino a ora vi abbiamo parlato di calciatori di livello, permetteteci ora di parlarvi anche di alcuni forse meno conosciuti. Ilija Sivonjić, centrocampista della Dinamo Zagabria, nel corso di un incontro del 2009 contro il Cibalia è stato in grado di fermare la palla sulla linea di porta, con una mossa degna del miglior Bruce Lee, invece di spingerla in rete. Quasi impossibile sbagliare. Sfidiamo chiunque, tranne appunto Ilija Sivonjić, a copiare il gesto del 33enne croato che secondo noi è inimitabile. Infine non possiamo non dirvi qualcosa del poco noto Fahad Khalfan che con la maglia del Qatar contro l’Uzbekistan è riuscito a correre con il pallone tra i piedi fino a pochi millimetri dalla porta spalancata e a colpire con l’esterno del piede destro il palo interno. Ancora oggi i qatarioti, e non solo loro in verità, si stanno chiedendo come Khalfan sia stato capace di un gesto epico (scusate l’ironia). Una risposta non c’è, ed è forse per questo motivo che l’arte di sbagliare le reti più semplici è così interessante, o almeno lo è per noi.

Le migliori esultanze di sempre nel mondo del calcio

Quando più della rete segnata conta la sua celebrazione

goal

Gli inni alla gioia calcistica che mai scorderemo

Chiamatelo se volete rito apotropaico, indispensabile per allontanare quegli influssi negativi che fino a quel momento avevano sbarrato la porta anche al bomber più prolifico, oppure inno alla gioia, da consumarsi preferibilmente nell’arco di pochi secondi dalla rete segnata. Siete spiazzati, un po’ confusi e non avete ben compreso di cosa stiamo parlando? Lo immaginavamo, dunque proviamo subito a recuperare dicendovi che oggi discuteremo delle più belle esultanze che i calciatori sono soliti regalarci nel momento in cui, grazie a un gesto tecnico non per forza superbo, superano il portiere avversario. Le migliori celebrazioni di sempre, in alcuni casi veri e propri balletti di gruppo e in altri casi mosse eseguite in solitaria, fanno parte dell’universo del pallone e lo rendono ancor più attraente. Sembra assurdo ma certe volte più del goal stesso non vediamo l’ora di farci irretire da gestualità alla Pato, che era solito esultare disegnando un cuoricino con le mani, oppure da movenze alla Peter Crouch, che ballava una robot dance che neanche il ballerino di free-style più esperto saprebbe imitare. Senza queste performance, che cosa sarebbe in fondo il pallone? Probabilmente uno sport interessante ma privo di anima; ben vengano dunque le esultanze! Tra queste non possiamo non menzionare la chicken dance di Kevin Nolan, ex calciatore oggi allenatore, che si atteggiava a “pollo pazzo di entusiasmo” quando con un tiro gonfiava la rete. Come lui anche Luis Suárez sa come farsi notare quandobacia i tatuaggi in onore della sua famiglia per celebrare la sua impresa sportiva. Che dire poi delle capriole del bomber Miroslav Klose che, dopo aver segnato, non mancava di librarsi in aria? Da nostalgici del calcio anni ’90 come scordare infinela maglietta sulla testa di Ravanelli e il bacio alla fede nunziale del mitico Raul, totem assoluto del Real Madrid? Che gesti poetici rimasti ancora oggi impressi nella nostra mente!

Il violino di Gilardino, le mitragliate di Batistuta e tanto altro ancora

Sono talmente tante (e belle) che menzionarle tutte è impossibile: stiamo parlando delle esultanze dei calciatori che sono rimaste nella storia del nostro sport preferito. Se nel paragrafo precedente vi abbiamo ricordato, tra le altre cose,il cuoricino disegnato con le mani da Pato, la robot dance di Peter Crouch e la chicken dance di Kevin Nolan, ora non possiamo esimerci dal portare alla vostra attenzione il violino di Alberto Gilardino, il pollice in bocca di Francesco Totti e le dita sotto gli occhi di Giampaolo Pazzini. Questi gesti pittoreschi di campioni senza tempo non sono gli unici ad averci colpito: come la mettiamo con le capriole,non stilisticamente perfette, di Robbie Keane (meglio quelle di Klose) e le “mitragliate” di Gabriel Omar Batistuta? E il tuffo di Jürgen Klinsmann, celebrazione forse retrò ma che continua a farci venire i brividi? Da appassionati di festeggiamenti quali siamo, vi suggeriamo la mano all’orecchio di Luca Toni e la boxe di Tim Cahill che prende a pugni un avversario immaginario. Non conoscete questo gesto all’apparenza inconsulto? Navigate in rete e lo troverete di sicuro, così comela M disegnata con le mani da Mesut Özil con tanto di ciuccio annesso. Difficile spiegarvelo a parole se non avete presente tale combo; un video su Internet vale più di mille spiegazioni, fidatevi.

Un gestodi liberazione

goal setting

Esultare alla Krzysztof Piątek, che imita un pistolero intento a zittire ogni critica, oppure alla Mario Balotelli, che in Germania-Italia dell’Europeo 2012 mostra i muscoli, è un modo che hanno i professionisti del pallone per liberarsi della tensione accumulata. Non riuscire a segnare, soprattutto per un attaccante, è un qualcosa di estremamente negativo, dunque saltellare di gioia come faceva Obafemi Martinsnon significa certo mancare di rispetto all’avversario ma rispettare lo sport per cui i calciatori sono pagati fior fior di milioni. Trattasi di attaccamento alla maglia. Non potevamo concludere quest’articolo senza una menzione speciale. Quale? Quella che ha come protagonista Carletto Mazzone che corre sotto la curva dell’Atalanta dopo che il suo Brescia ha pareggiato una pazzesca stracittadina conclusasi 3 a 3. In quell’occasione, era l’anno 2001, il c.t esclamò in romanesco“Mo’ se famo er terzo go’ vengo sotto’a curva”; e così è stato. Rito apotropaico, inno alla gioia oppure gesto di liberazione?

Quando il termine clamoroso supera ogni immaginazione sportiva

Partite dai punteggi impensabili che sono state giocate per davvero!

tennis

Ecco a voi gli sport più belli con tanto di indimenticabili record a livello di punteggio

Scusateci ma oggi abbiamo proprio una gran voglia di dare i numeri, e che numeri! No, non siamo impazziti all’improvviso ma desiderosi di raccontarvi gli sport più belli attraverso punteggi clamorosi e impensabili. Dopo aver ripassato alcuni incontri di calcio, basket e tennis, che hanno preso una piega decisamente “anomala”, ci siamo decisi a scrivere questo articolo che siamo sicuri vi piacerà. Capiamo i vostri dubbi: nel momento in cui i protagonisti di un pezzo sono i freddi numeri spesso la noia assale il lettore, come darvi torto. Tuttavia quando di mezzo ci sono 4 ore di gioco, 5 set disputati, 2 tie-break, 190 punti per lo svizzero Federer e 180 dell’americano Sampras, e stiamo parlando dell’eliminazione di Pete per mano di Roger a Wimbledon nel 2001, ci si può davvero stancare? Secondo noi non è possibile, come non è possibile rimanere impassibili ricordando il match disputato, sempre in quel di Wimbledon, tra Isner e Mahut che durò ben 11 ore e 5 minuti. Avete capito bene: praticamente ci volle una mezza giornata di sport perché John riuscisse a portare a casa la meritata vittoria e gambe più che leggermente indolenzite. E per quanto riguarda discipline sportive quali calcio e basket? Esistono o meno incontri che sono passati alla storia?La risposta è decisamente sì.

football pitch

L’indimenticabile 31 a 0 del calcio australiano e tanto altro ancora

Anche la palla bianca e quella arancione hanno saputo regalarci duelli anomali almeno per gli standard a cui siamo stati sempre abituati. Come dimenticare quel famoso 31 a 0 con cui la Nazionale di calcio australiana umiliò quella delle Samoa Americane? Era il lontano 2002 e tale partita, passata alla storia per essere stata quella con il più ampio gap a livello di gol, faceva parte delle qualificazioni al campionato del mondo di quell’anno. Come scordare poi i 10 gol che la Spagna ha realizzato contro Tahiti in occasione della Confederations Cup del 2013? In quel frangente Torres segnò addirittura 4 reti mentre Villa 3 e Silva 2. Sempre per quanto riguarda il calcio è necessario menzionare il freschissimo 8 a 2 con cui il Bayern Monaco ha annichilito il Barcellona, incontro, lo ricordiamo, che rimarrà negli annali poiché mai prima di allora si erano viste 10 reti in 90 minuti in una partita di Champions League. Guardando infine alla nostra amata Serie A, l’incontro con più gol in assoluto è stato quello della terza giornata della stagione 1972-73 tra Milan e Atalanta con il risultato di 9 a 3 per il Diavolo. Prati e Rivera, neanche a dirlo, fecero faville. È giunto ora il momento di parlare di basket e in particolare di NBA. Il torneo ha saputo regalarci, il 13 dicembre 1983, una sfida pazzesca tra Denver Nuggets e Detroit Pistons conclusasi con il punteggio di 186 a 184. Non da meno fu lo scontro del dicembre del 2018 che vide i Washington Wizards superare i Phoenix Suns per 149 a 146 dopo ben tre tempi supplementari. Che spettacolo la pallacanestro d’oltreoceano che, oltre a esaltarci per primati probabilmente insuperabili come quello di Wilt Chamberlain e i suoi 100 punti segnati il 2 marzo 1962, ancora oggi sa entusiasmarci grazie ai record di LeBron James, divenuto a 36 anni il terzo marcatore di sempre dell’NBA.

Quando vincere può non bastare

Se siete arrivati fin qua significa che abbiamo reso i freddi numeri decisamente più interessanti rispetto a quello che sono in realtà e di questo non possiamo che rallegrarci. Per premiare la vostra pazienza in questo paragrafo non menzioneremo nemmeno una cifra ma vi faremo riflettere sulla seguente proposizione“quando vincere può non bastare”. Come avete avuto modo di comprendere, in talune circostanze l’euforia sportiva prende il sopravvento nella testa di quei protagonisti che infieriscono sull’avversario anche se i precetti della loro disciplina imporrebbero loro di non umiliarli più del dovuto. Prendete per esempio l’incontro Australia vs Samoa Americane: c’era davvero bisogno di segnare 31 gol?

Le papere dei portieri che hanno fatto la storia del calcio

Quando lasciarsi sfuggire la palla diviene una cattiva abitudine

Clamorosi svarioni degli estremi difensori che ancora oggi non dimentichiamo

“Succede anche ai migliori” si è soliti dire quando un fuoriclasse di una determinata disciplina combina un errore talmente evidente da non passare certo inosservato, e nel calcio tale frase fatta la si impiega spesso e volentieri soprattutto quando ci sono di mezzo loro: i portieri. Questi poveri uomini soli in campo, lasciati alla mercé dei propri pensieri nell’attesa che un avversario provi a impensierirli con un destro o un sinistro al veleno, talvolta o spesso, a seconda dei casi, sono toccati da una maledizione a cui non possono in alcun modo sfuggire e che in gergo tecnico sidefinisce papera. Ebbene sì: quanti di loro sono soliti lasciarsi scappare facili palloni, non trattenere tiri irresistibili e “dormire” su retropassaggi che potrebbero controllare anche giovani estremi difensori appena usciti dalle scuole calcio? Tanti, purtroppo o per fortuna a seconda che si faccia parte della categoria degli spettatori direttamente interessati oppure di quella dei calciofili neutrali. Ma perché mai si compiono gesti tanto scellerati e al contempo buffi e divertenti? In molti casi perché anche il più grande portiere è semplicemente un uomo, e come tale è per natura limitato, e in altri casi perché certe squadre schierano numeri 1 che di numero 1 hanno poco e nulla! Ma in fondo in questa sede poco importa se i nostri goffi e sventurati eroi, per cui empatizziamo e non poco, facciano o meno parte di questa prima o seconda famiglia, l’importante è ricordare alcuni clamorosi svarioni di cui si sono resi protagonisti.

Dal folcloristico Higuita al fortissimo Buffon

Chi crede che il calcio sia uno sport per soli artisti del pallone, in grado di disegnare imprendibili parabole all’incrocio dei pali, dovrà purtroppo ricredersi: la disciplina di gruppo più bella al mondo è praticata anche da pseudo-campioni tra i pali e da esperti nella difesa della porta che fanno della défaillance un punto di debolezza. Partiamo dai primi: tra di loro non può certo mancare lui, il mitico René Higuita, il più pazzo portiere mai esistito che fece del colpo dello scorpione un escamotage per bloccare con gambe e piedi i tiri degli avversari, che nel corso di Italia ’90, e precisamente del match Colombia-Camerun, si addormentò fuori dall’area di rigore con la palla tra i piedi, palla che Roger Milla rubò per segnare un goal che ha tutt’ora dell’incredibile. Pensate forse che tale errore sia più che clamoroso? Sbagliate, perché Bernd Leno fece anche di peggio: l’estremo difensore del Bayer Leverkusen, provando a rinviare un passaggio ricevuto da un compagno, riuscì a colpire talmente male il pallone da insaccarlo alle sue spalle. Descrivervi a parole tale impresa al contrario non renderà mai l’idea, ma fidatevi che in quell’occasione il termine clamoroso ci stava bene eccome. E un portierino come Ter Stegen? Il calciatore tedesco emulò il gesto del collega durante il match Stati Uniti vs Germania, stavolta non controllando un innocuo retropassaggio che finì nell’angolino basso. Scomodiamo adesso un campione come Iker Casillas. L’ex numero uno del Real Madrid, oggi al Porto, ne ha combinata una delle sue: nel tentativo di anticipare a centrocampo Alan, atleta militante nel Brava, gli ha consegnato di fatto la palla che, incredulo, non ha dovuto fare altro che spingere in porta. Non poteva mancare in questo elenco anche un mito come Buffon che, nonostante sia un top player nel suo ruolo, fu protagonista di uno svarione in PSG-Manchester United che ha portato all’eliminazione la formazione francese in Champions: l’italiano, lo ricordiamo ancora oggi, non riuscì a trattenere un innocuo tiro di marca Red Devils che fu da lui goffamente respinto per poi giungere a Lukaku che non ci pensò due volte a fare gol. Anche i più forti portieri insomma non possono sfuggire alla papera!

Certe volte non è colpa loro… anche se così non sembra

portiere

Il titolo di questo paragrafo conclusivo racconta una grande verità che ora vogliamo condividere con voi: quando diciamo che “certe volte non è colpa loro anche se così non sembra”, riferendoci ovviamente ai numeri 1, vi stiamo dicendo che molto spesso l’effetto che un attaccante dà al pallone può essere talmente particolare da imprimere sì una traiettoria lenta ma davvero imparabile. Prima di irriderli in futuro ricordate sempre che quando Juninho Pernambucano calciava una punizione, la palla diveniva così avvelenata da trasformare un prode guardiano della porta in goffo scarpone.

Gli strafalcioni più belli della pallavolo!

La pallavolo è uno degli sport più seguiti in Italia, e gli appassionati della palla bianca non esitano a piazzare le più disparate scommesse sportive sui loro beniamini pallavolisti, soprattutto quando si tratta di campionati nazionali, europei, mondiali o addirittura olimpici.

Piccola parentesi… come si gioca la pallavolo?

La pallavolo è uno sport molto rapido, che si gioca in un campo lungo 18 metri e largo 9, diviso in due metà da 9 metri per 9, una per ciascuna squadra. L’obiettivo per la squadra giocante (composta da sei atleti in campo e sei in panchina) è far cadere la palla nel campo avversario.

Una delle due squadre inizia il gioco mandando la palla nel campo avversario (battuta o servizio); sta quindi agli avversari prenderla (ricezione) e predisporla agli attaccanti (palleggio o alzata) che la manderanno nel campo avversario (preferibilmente con una schiacciata o una finta).

Raccontata così, con un’estrema sintesi, sembra che la pallavolo sia uno sport ripetitivo e noioso, ma possiamo assicurarvi che non lo è affatto. Con migliaia di combinazioni e di schemi, tiene incollati allo schermo migliaia di appassionati e vi confessiamo che è uno dei nostri sport preferiti. Tanta tecnica, tanto movimento e tanto sudore in uno sport che si fonda su un elemento fondamentale: la squadra.

Come in tutti gli sport di squadra e non, è impossibile che qualche volta, nel trambusto generale e nel pattern velocissimo che questo sport offre, non si verifichino delle vere e proprie papere (o bloopers, perché a noi piace essere internazionali!). Gustatevi questo video dell’anno scorso pieno di strafalcioni della pallavolo!

Quando un giavellotto infilzò un povero saltatore…

Correva l’anno 2007, quando, durante i Golden Gala di atletica a Roma, un giavellotto, lanciato dal finlandese Tero Pitkameki, si infilzò letteralmente nel costato del povero saltatore francese Salim Sdiri, campione di salto in lungo.

Il video qui sotto è chiaramente esemplificativo:

Scusateci, ma quando abbiamo visto la faccia del saltatore infilzato come un pollo dal giavellotto, abbiamo riso tantissimo.

Anche il commento di Andrew Howe, con il suo deciso accento reatino, non ha aiutato la ripresa delle nostre funzioni mentali.

Dovrebbero inventare un mercato a parte per le scommesse di atletica: “Saltatori infilzati da giavellotti sì/no”. Secondo noi, potrebbe avere molto successo!

Calcio: compilation di papere!

Che mondo sarebbe senza il calcio, indubbiamente lo sport preferito dagli italiani? Come faremmo senza la scommessa della domenica piazzata al punto gioco sotto casa? E soprattutto, come faremmo senza qualche grassa risata causata dalle papere nel calcio, che avvengono praticamente tutti i giorni?

Gustatevi questo video pieno di papere calcistiche… ne vale la pena!

Fabriga e Pahoyo: i due tuffi più disastrosi della storia

Correva l’anno 2015, quando furono eseguiti, nel corso dei Southeast Asian Games, i due tuffi ritenuti i più brutti della storia dei campionati ufficiali di questo sport così affascinante. I responsabili di questo scempio furono John Elmerson Fabriga, 21 anni, e John David Pahoyo, 17.

Sembrava davvero andare tutto bene: la preparazione ai tuffi, la volontà degli atleti, ma… qualcosa andò irrimediabilmente storto.

Il video dei due disastrosi tuffi ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni, l’avreste mai detto?

Non osiamo pensare agli scommettitori che hanno dato fiducia a uno o a entrambi i tuffatori… quanti soldi persi!