Le papere dei portieri che hanno fatto la storia del calcio

Quando lasciarsi sfuggire la palla diviene una cattiva abitudine

Clamorosi svarioni degli estremi difensori che ancora oggi non dimentichiamo

“Succede anche ai migliori” si è soliti dire quando un fuoriclasse di una determinata disciplina combina un errore talmente evidente da non passare certo inosservato, e nel calcio tale frase fatta la si impiega spesso e volentieri soprattutto quando ci sono di mezzo loro: i portieri. Questi poveri uomini soli in campo, lasciati alla mercé dei propri pensieri nell’attesa che un avversario provi a impensierirli con un destro o un sinistro al veleno, talvolta o spesso, a seconda dei casi, sono toccati da una maledizione a cui non possono in alcun modo sfuggire e che in gergo tecnico sidefinisce papera. Ebbene sì: quanti di loro sono soliti lasciarsi scappare facili palloni, non trattenere tiri irresistibili e “dormire” su retropassaggi che potrebbero controllare anche giovani estremi difensori appena usciti dalle scuole calcio? Tanti, purtroppo o per fortuna a seconda che si faccia parte della categoria degli spettatori direttamente interessati oppure di quella dei calciofili neutrali. Ma perché mai si compiono gesti tanto scellerati e al contempo buffi e divertenti? In molti casi perché anche il più grande portiere è semplicemente un uomo, e come tale è per natura limitato, e in altri casi perché certe squadre schierano numeri 1 che di numero 1 hanno poco e nulla! Ma in fondo in questa sede poco importa se i nostri goffi e sventurati eroi, per cui empatizziamo e non poco, facciano o meno parte di questa prima o seconda famiglia, l’importante è ricordare alcuni clamorosi svarioni di cui si sono resi protagonisti.

Dal folcloristico Higuita al fortissimo Buffon

Chi crede che il calcio sia uno sport per soli artisti del pallone, in grado di disegnare imprendibili parabole all’incrocio dei pali, dovrà purtroppo ricredersi: la disciplina di gruppo più bella al mondo è praticata anche da pseudo-campioni tra i pali e da esperti nella difesa della porta che fanno della défaillance un punto di debolezza. Partiamo dai primi: tra di loro non può certo mancare lui, il mitico René Higuita, il più pazzo portiere mai esistito che fece del colpo dello scorpione un escamotage per bloccare con gambe e piedi i tiri degli avversari, che nel corso di Italia ’90, e precisamente del match Colombia-Camerun, si addormentò fuori dall’area di rigore con la palla tra i piedi, palla che Roger Milla rubò per segnare un goal che ha tutt’ora dell’incredibile. Pensate forse che tale errore sia più che clamoroso? Sbagliate, perché Bernd Leno fece anche di peggio: l’estremo difensore del Bayer Leverkusen, provando a rinviare un passaggio ricevuto da un compagno, riuscì a colpire talmente male il pallone da insaccarlo alle sue spalle. Descrivervi a parole tale impresa al contrario non renderà mai l’idea, ma fidatevi che in quell’occasione il termine clamoroso ci stava bene eccome. E un portierino come Ter Stegen? Il calciatore tedesco emulò il gesto del collega durante il match Stati Uniti vs Germania, stavolta non controllando un innocuo retropassaggio che finì nell’angolino basso. Scomodiamo adesso un campione come Iker Casillas. L’ex numero uno del Real Madrid, oggi al Porto, ne ha combinata una delle sue: nel tentativo di anticipare a centrocampo Alan, atleta militante nel Brava, gli ha consegnato di fatto la palla che, incredulo, non ha dovuto fare altro che spingere in porta. Non poteva mancare in questo elenco anche un mito come Buffon che, nonostante sia un top player nel suo ruolo, fu protagonista di uno svarione in PSG-Manchester United che ha portato all’eliminazione la formazione francese in Champions: l’italiano, lo ricordiamo ancora oggi, non riuscì a trattenere un innocuo tiro di marca Red Devils che fu da lui goffamente respinto per poi giungere a Lukaku che non ci pensò due volte a fare gol. Anche i più forti portieri insomma non possono sfuggire alla papera!

Certe volte non è colpa loro… anche se così non sembra

portiere

Il titolo di questo paragrafo conclusivo racconta una grande verità che ora vogliamo condividere con voi: quando diciamo che “certe volte non è colpa loro anche se così non sembra”, riferendoci ovviamente ai numeri 1, vi stiamo dicendo che molto spesso l’effetto che un attaccante dà al pallone può essere talmente particolare da imprimere sì una traiettoria lenta ma davvero imparabile. Prima di irriderli in futuro ricordate sempre che quando Juninho Pernambucano calciava una punizione, la palla diveniva così avvelenata da trasformare un prode guardiano della porta in goffo scarpone.

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